Il Paese Incantato

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Il viaggio di Alessandro

Io, Alessandro, voglio partire per un viaggio, non so dove, ma da qualche parte andrò.
Penso: “Potrei andare in montagna, in Russia, in Svezia o persino su un altro pianeta con un’astronave, insomma ci sono un sacco di posti in cui andare”.

Preparo i bagagli e vado

Mi sono messo a preparare i bagagli. 
Continuo a pensare a dove potrei andare?
A un certo punto la mamma entra in camera mia e dice: “Cosa stai facendo?”
Io rispondo: “Voglio partire e sto preparando le valigie”.
“Dove?” chiede la mamma.
“Non lo so” dico io.
Lei risponde “Ok, ma sta attento”.
Io parto per il mio viaggio.

L’ avventura di Alessandro

Nel viaggio, trovo dei serpenti a sonaglio.
Devo riuscire a non farmi mordere, altrimenti posso dire addio alla mia avventura. 
Penso: “Come faccio a superare tutti i serpenti senza farmi mordere?”. 
Penso, penso e penso…
Posso aggirarli, volare in qualche modo o spaventarli.
Poi vedo un cartello che dice: “Qua vicino ci sono le cinque perle magiche.
Penso: “Ne ho già sentito parlare, ma non pensavo esistessero davvero”.
Seguo la mappa che ho preso nello scompartimento del cartello e arrivo a un paesino; proprio lì, in una casa abbandonata, ci sono le cinque perle, ma due son già state prese: quella della velocità e quella della forza.
Quindi posso scegliere tra le altre tre: quella della precisione, quella del volo e quella della super-vista.
Io ho scelto quella del volo.
Son tornato dai serpenti e ho attivato il potere, sorvolandoli. 
Dopo averli superati, vedo un branco di lupi in lontananza. Penso ancora cosa potrei fare per oltrepassarli.  Potrei travestirmi da lupo…Si, si, posso farlo!!!
Per fortuna ho un costume da lupo nello zaino.
Vado, i lupi non si accorgono di niente.
Dopo averli superati proseguo normalmente.
Mentre cammino mi trovo davanti a un circo.
Dentro ci sono delle tigri.
Entro nel circo e subito le tigri mi vedono. Devo trovare un modo per mimetizzarmi o per non farmi vedere o per neutralizzarle, qualunque cosa faccio devo farla velocemente.
Mi viene un lampo di genio: posso travestirmi da domatore.
Prendo il vestito da domatore e le chiavi, loro mi scambiano per il domatore.
Io li porto nelle gabbie e le chiudo dentro.

La principessa Viola

Andando avanti vedo un castello, mi avvicino e sento una dolce vocina, entro e c’è una principessa che piange.
Io chiedo: “Cosa succede?”. I maggiordomi rispondono: “La principessa Viola piange perché ha perso il suo gioiello più grande, lo zaffiro magico”.
La principessa Viola finalmente si fa sentire e dice: “Mi aiuterai, vero?”.
Io rispondo: “Certo, principessa Viola, vuoi venire con me?”. Lei risponde: “Sì, sì, partiamo”.
Usciamo dal castello felici di iniziare una nuova avventura.

Il muro magico

Camminando vediamo un muro. Nel muro c’è un buco grande come una mano, io mi chiedo che cosa sia.
Il muro risponde inaspettatamente: “Io sono il muro magico e nel buco ci va una gemma, la gemma della libertà”. Io e Viola chiediamo: “E dov’è questa gemma?”. Lui risponde: “Non lo sa nessuno, tutti quelli che ci hanno provato non son stati più rivisti”.
Io rispondo: “Quindi ci sono stati altri che ci hanno provato?”. 
Lui risponde: “Si, ma se la trovate potrete proseguire”, poi si zittisce.

Alla ricerca

Io e la principessa Viola andiamo a cercare la gemma della libertà, cerchiamo e cerchiamo ma non la troviamo.
Dopo alcune ore di ricerche ci arrendiamo, quindi andiamo a recuperare la perla della super-vista.
Quando torniamo attivo la perla della super-vista e vedo un cespuglio, un cespuglio che si illumina di azzurro!
Spostiamo i rami del cespuglio, vediamo la gemma della libertà e pensiamo: “E sempre stata qua!”.
La riportiamo al muro e la mettiamo nel foro. Il muro si sveglia e dice: “Ah, siete voi, avete trovato la gemma?” Noi rispondiamo: “Sì”.
Lui meravigliato apre il portone e noi andiamo.

L’ abbiamo trovato

Dietro il muro magico c’è una foresta immensa.
Viola vede qualcosa muoversi tra le fronde, sono dappertutto. Io urlo: “Ci hanno circondato”, poi spariscono nel nulla.
Noi non ci facciamo spaventare e andiamo avanti.
Poi sentiamo un rumore, qualcosa o qualcuno si avvicina, stavolta siamo terrorizzati, ma invece di essere un mostro sono delle fate seguite da animali mitologici. Io dico: “Le fate esistono davvero?”. “Sì” risposero le fate, poi dissero: “Ti stavamo cercando per ridarti lo zaffiro magico, Viola”. 
“Lo zaffiro magico!” disse Viola entusiasta.
Io chiedo: “Dove siamo?”. Le fate rispondono: “Siamo nel Paese Incantato, il paese più magico del mondo”.
Io rispondo: “Ecco dove dovevo arrivare con il mio viaggio: al Paese Incantato”.
“Venite, vi faremo noi da guida”, dicono le fate.
La foresta è davvero gigantesca e con gli alberi altissimi pieni di liane che non fanno passare neanche un raggio di sole.
Dopo aver fatto il tour della foresta abbiamo ringraziato le fate e siamo tornati felici a casa.

Scritto da Tommaso Sarti (8 anni)